02 aprile 2021

GIORNATA MONDIALE DELLA CONSAPEVOLEZZA DELL' AUTISMO: intervista alla Dott.ssa Marianna Corrado Psicologa, Psicoterapeuta

- Autismo: che cos’è?

L’Autismo è definibile come un insieme (sindrome), eterogeneo (spettro), di comportamenti (sintomi) che possono avere un numero molto elevato di cause e presentazioni diverse.

Il disturbo dello spettro dell’autismo è caratterizzato da deficit qualitativi delle interazioni sociali, della sfera immaginativa, delle modalità di comunicazione sociale verbale e non verbale, da un repertorio comportamentale limitato, ripetitivo e da interessi e attività stereotipate.

- Perchè questo disturbo viene chiamato “spettro autistico”?

In ambito clinico si utilizza l'espressione “spettro autistico” in quanto l'autismo si manifesta in diverse forme con deficit differenziati.

Ogni bambino dello spettro infatti è diverso da un altro e se opportunamente sollecitato può sviluppare competenze diverse.

- “Autistici” si nasce o si diventa?

Il disturbo dello “spettro autistico” è una condizione che colpisce il bambino durante lo sviluppo.

Spesso I disturbi si manifestano prima che il bambino inizi la scuola elementare con compromissione del funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo durante tutto il ciclo vitale del bambino anche se le caratteristiche del deficit possono variare la loro espressività nel tempo.

- Quali sono le cause e i fattori di rischio?

Le cause sembrerebbero essere legate a fattori di natura sia genetica che ambientale.

La letteratura ha individuato una varietà di fattori di rischio aspecifici, quali l’età avanzata dei genitori, il basso peso alla nascita o l’esposizione del feto a valproato.

Le stime di ereditarietà del disturbo dello spettro dell’autismo variano tra il 37% e il 90%, sulla base del tasso di concordanza tra gemelli. Attualmente il 15% dei casi di disturbo dello spettro dell’autismo sembra essere associato a una nota mutazione genetica. Per il resto dei casi il rischio sembra essere legato a trasmissione poligenica.

- Qual è la prevalenza del disturbo?

Le frequenze di disturbo dello spettro dell’autismo negli Stati Uniti e in altri paesi si avvicinano all’1% della popolazione. Il disturbo viene diagnosticato quattro volte di più nei maschi rispetto alle femmine.

-A che età è possibile diagnosticare questo disturbo?

Come ben descritto dagli attuali manuali diagnostici internazionali (DSM 5, ICD 10), questo disturbo è rilevabile dai tre anni di età. Prima di tale età la diagnosi è abbastanza difficile.

Quali sono le caratteristiche di questo disturbo?

Le caratteristiche tipiche si possono riassumere in :

  1. Anomalie nella comunicazione e nella interazione sociale:
  • mancata condivisione e scambio di interessi, emozioni o sentimenti,
  • incapacità di dare inizio alle interazioni
  • assenza di contatto visivo o deficit nell’uso dei gesti
  • ricerca di contatti esagerati e/o bizzarri
  • difficoltà di condividere il gioco immaginativo, di fare amicizia e mancato interesse per i propri coetanei
  1. Interessi ristretti e Comportamenti stereotipati e ripetitivi : ad es. allineare oggetti, farli cadere, insistenza sul tema delle strade o dei numeri; estrema difficoltà ai cambi di abitudine quindi aderenza rigida alla routine.

Molti individui con disturbo dello spettro dell’autismo presentano anche compromissione intellettiva e/o del linguaggio.

Quali sono le conseguenze funzionali del disturbo?

Nei bimbi piccoli la mancanza di abilità sociali e di comunicazione può ostacolare l’apprendimento in particolare l’apprendimento attraverso l’interazione sociale o le relazioni con i coetanei. In casa, l’insistenza sulla quotidianità e l’avversione per i cambiamenti può interferire con l’alimentazione, il sonno, e rendere la cura di sé (tagliarsi i capelli, igiene dentaria) estremamente difficoltosa.

Quali sono alcune delle potenzialità?

Sul piano cognitivo alcuni possono avere prestazioni elevate, ad esempio possono imparare a memoria l'elenco del telefono, ripetere prodigiosamente a memoria lunghi brani ed eseguire i calcoli complessi.

In alcuni casi possono riuscire meglio in attività mediate da informazioni visive o basate sulla memoria visiva, rispetto alle attività mediate da informazioni verbali.

Molti bambini riescono facilmente a padroneggiare le regole di funzionamento di sistemi meccanici (computer, lettore dvd).

Questi punti di forza nelle abilità di analisi visiva, di memoria e di analisi potrebbe essere l’origine dei talenti straordinari che si osservano a volte nei bambini con autismo (tra il 5 e il 30% dei casi) in ambiti come il disegno, il calcolo e la musica.

Il vaccino causa l’autismo?

Non ci sono prove scientifiche che attestino una correlazione tra somministrazione del vaccino MMR (MORBILLO-PAROTITE-ROSOLIA) e disturbi dello spettro autistico.

Come comportarsi in caso di diagnosi di “disturbo dello spettro dell’autismo”?

E’ importante individuare un programma educativo adeguato con il coinvolgimento di familiari, operatori scolastici e socio-sanitari.

Un valido e precoce intervento a livello delle relazioni familiari e scolastiche consentirebbe, infatti, di sviluppare i potenziali, incidendo positivamente sull’evoluzione della sindrome.

False credenze sulle persone nello spettro autistico ?

  • Non hanno emozioni
  • Somigliano a Rain Man
  • Non hanno amici o non vogliono stare con le persone
  • Non guardano mai negli occhi
  • Non si sposano
  • “È una fase, passerà”
  • L’autismo è una forma di schizofrenia
  • Non capiscono l’ironia e non hanno senso dell’umorismo
  • Sono tutti uguali
  • Sono o tutti i geni o tutti ritardati/disabili

“L’autismo non si cura, si comprende.”

**Dott.ssa Marianna Corrado Psicologa, Psicoterapeuta in formazione, Master in Neuropsicologia Clinica, Terapista ABA Mobile | +39 3773930390 **

**Mail | marianna.corrado.slop@gmail.com **

**Web | www.mariannacorrado.com **

Studio | Milano, Bari, Gravina in Puglia

** Iscrizione Ordine Psicologi della Lombardia n. 22298 **


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